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Ritratti























Ho sempre pensato che prima o poi  mi sarei fatta ritrarre da qualcuno. Un ritratto in stile, da appendere al lungo muro del corridoio di casa. Anche solo per capire come mi vedono gli altri.

Ma la vita d'un tratto fa le sue piroette e mi racconta che il ritratto lo posso appendere al muro, si, ma è che sono parole, è un ritratto scritto.

Non manca niente, i particolari sono stati dipinti con un pennello piccolo piccolo per non perdere nulla.

Sono proprio io. Mi vedo.

E vedo qualcosa che ha un sapore buffo (esiste in natura qualcosa che abbia un sapore buffo?) Nè troppo aspro, nè troppo dolce. Nè troppo gonfio, nè troppo pesante.

Leggera. Come una piuma, un aquilone, un fiocco di neve, una foglia nel vento e "chi più ne ha più ne metta", si dice.

Uno stato interiore che nascondo, proteggo da invidie, spiegazioni inutili, conflitti interiori. Sono leggera. E' scritto sul mio ritratto. A lettere grosse, così non ci si sbaglia e non si può dire di non sapere.
E mi godo questa mia leggerezza. Che non vedono tutti, almeno non subito. E mi va bene così.

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