venerdì 9 agosto 2013

L'arte si cura di noi


Mi permetto di pubblicare ora, dopo molto tempo, un post che poi è una pagina, sulla mia esperienza di formazione in arteterapia e sulle mie esperienze successive come arteterapeuta. Ci ho pensato molto prima di pubblicare, perchè quando compare la parola 'terapia' di mezzo, la faccenda si fa sempre un po' più complicata, delicata.

La mia è una visione parziale, appunto, la mia visione di questo viaggio iniziato un bel po' di anni fa, circa dieci se non sbaglio.

Oggi, che tante cose stanno trovando il loro giusto peso, sento di voler riaprire la scatola delle immagini e delle esperienze che curano... poco o tanto, a seconda di quanto ci si voglia lasciare curare.

Buona lettura.


La domanda chiave per chi fa un percorso di formazione in arteterapia è:
Che cos'è per me l' arteterapia?
Una domanda da un milione di dollari e, per quanto mi riguarda, non so, anzi non credo proprio di avere ancora la risposta, e non so se mai l' avrò. Una risposta definitiva intendo. 
Sono approdata all' arteterapia girando su internet con la sana ostinazione di trovare qualcosa che potesse ascoltare e dipanare la mia frustrazione sull'arte e le mie problematiche relazionali (tra me e me e tra me e il mondo). 
Ho desiderato e ho trovato un luogo di espressione, di trasformazione.  
Ricordo ancora ...


mercoledì 17 luglio 2013

Inaspettatamente primavera. (disegni che curano)

La principessa e l'albero - disegno a pennarelli su locandina
Saliva le scale di corsa, era già tardi e bisognava andare a prendere anche quell'altra. 

Saliva e pensava che gliel' aveva promesso che sarebbe andata a prenderla il prima possibile. Bugiarda. In cima alle scale un mucchio di scuse. In fondo al corridoio un mucchio di sensi di colpa. 

La bambina le corse incontro un po' sorridendo, un po' facendo la buffona come solo lei e sua madre sapevano fare. La bambina le corse incontro e le mostrò un disegno fatto sul retro di una locandina vecchia di qualche anno. 

Una principessa. con i capelli lunghi e il vestito 'losa'. D'altra parte si sa, le principesse si vestono solo e sempre così. Ma quello che mi colpì. fu l'albero. Secco. accanto a lei. Con due rami sghembi e sottili che non avrebbero tenuto su nemmeno una farfalla nel suo slancio per un piccolo volo.

Adesso da portare a casa avrebbe avuto anche un bel mucchio di tristezza. Poi non so. Forse il vento del ventilatore che annaspava nella stanza chiusa o  quel veloce movimento delle dita sfuggito agli occhi disidratati dal caldo, mi fecero risvegliare da uno stanco torpore e vidi ancora quei rami secchi, e la primavera che ormai avevano addosso.

La principessa e l'albero andarono di corsa a prendere anche quell'altra. Che era già tardi.

domenica 14 luglio 2013

Poesie scritte in mano


una poesia sospira nell'aria. se te la scrivi sulla mano, te la ricordi meglio. e se la ricorda anche il tuo corpo. forse.

(A Rimini dal 19 al 21 luglio c'è il festival della poesia emergente, per incontrare da vicino i poeti, questi sconosciuti)

martedì 26 marzo 2013

Illustration Friday: Swim (ovvero i disegni della buonanotte)

Swim away - illustrazione, tecnica mista (tombow, penne a inchiostro)






























 IllustrationFriday è un sito che conoscevo da tempo. Un tema settimanale e un'illustrazione a tema da inviare. Non l'avevo mai fatto. Io illustrazioni a tema? Io scadenze settimanali? Giammai. Eppure le parole hanno dei poteri magici.

Swim

.... e io nuoto, nuoto via, tra le stelle.


 

domenica 24 febbraio 2013

Illustrakids 2013 - i mostri di Sendak


Tra una newsletter di groupon e una di crescita personale ho pescato un invito che stavo cestinando per sbaglio.

Gentile illustratrice, la invitiamo a partecipare alla mostra di illustrazioni sui mostri di Sendak.  Ecco l'email scriveva pressappoco così.

Ma chi è sto Sendak?  Chiedo a google che subito risponde con tutta una serie di immagini bellissime. Ecco i mostri. Ok compro anche il libro... 'scusi ma per caso c'è qualche ricorrenza legata a quest'illustratore?', 'E' morto l'anno scorso, signora!'.

Ho capito. Sono troppo fuori dal giro. Ma quale illustratrice e illustratrice, non sapevo nemmeno chi fosse Sendak. Perdonatemi. Farò la gnorri. E imparerò dai miei errori. Così, siccome il tempo stringe sempre, quando ho quei dieci minuti tra un 'Maaammaaa' e un piantino notturno, faccio qualche schizzo e provo a calarmi dentro la storia, sperando poi di fare in tempo a concludere anche l'illustrazione definitiva, ovviamente.

A me i mostri però non interessano più di tanto, spero non se ne abbia a male nessuno. A me piace di più lui, Max, il bambino della storia, che poi è il mostro più selvaggio di tutti. E' vestito da lupo/mostro, ha sempre gli artigli in mostra e doma tutti quegli altri selvaggi con la sola imposizione dello sguardo. Che dire? Qualunque drago sputafuoco, orco dagli occhi gialli etc sarà sempre da meno rispetto a lui. Tant'è che lo eleggono a re dei mostri. E infatti lo dicevo che mi faceva paura.


Quegli altri son tutti dei fantocci, sono finti, si vede, non fanno paura. Ma lui si, dietro quel travestimento  c'è un bambino che nonostante venga eletto re dei mostri, dopo un po' si annoia e vuole tornare a casa dalla mamma che gli aveva lasciato la cena pronta, in caldo.

Loro protestano: 'Ma come, noi ti vogliamo bene, ti vogliamo mangiare...', ma lui niente. Torna a casa, che la cena è in caldo, forse la mamma ha fatto le patate fritte e la cotoletta...

Non è mica facile fare il re dei mostri 365 giorni all'anno.

mercoledì 14 novembre 2012

Riscriversi, con la giusta calligrafia

L'ultimo mio post risale al 18 agosto.

S'intitolava 'Desideri'.

Non so perchè ma la connessione con quello che vivo oggi mi è chiara e netta. Forse è proprio per questo che non c'è stato un nuovo post dopo quello.

I desideri devono rimanere tali, e forse non avverarsi mai. Servono per accendere le giornate e per aprire piccoli spiragli di possibilità nel quotidiano a volte grigio, noioso o troppo pieno, che non si riesce nemmeno a far la pipì.

Così dopo circa 3 anni e mezzo ho dato retta a un desiderio scovato online, una di quelle collisioni ideali tra dentro e fuori che mi vien difficile pensare che avvengano per caso.

Vado a fare un corso di calligrafia... Mi sentivo anche buffa a dirlo. Infatti lo dicevo fra i denti, sibilandolo di qua e di là perchè non si capisse bene, tra la contentezza e l'incredulità. Ecco un nuovo treno su cui salire. Ecco una nuova  passione da esplorare.

Mi sono lasciata trasportare da tanta fiducia e da un treno veloce che mi dava la nausea. Ho preso fiato, tappato il naso, e sono andata giù.

Non potevo proprio mancare ad un incontro con le parole. Io che me le tengo strette, che non le faccio uscire. Che le parole pesano tanto. quelle che si dicono e quelle che si ascoltano. o che ti investono. o quelle che ti ammutoliscono.

C'è un ritmo tra la linea che va giù e quella che va su... un fiato lungo o breve che sia, un piccolo saltello, un pensiero che rimbalza tra una lettera e l'altra. E poi colori, linee, segni che lasciano il segno, e una parola può essere morbida, dura, lenta, veloce, netta, sfumata, sussurrata, urlata ... e poi scompare, mentre nel cuore ti rimane un mantra da ripetere all'infinito, e le mani segnano il foglio e guidano le linee. ad occhi chiusi. chè si vede meglio.

Una strada così, si percorre con un accompagnatrice esperta, una guida che sta lì con te e poi si allontana un attimo, quasi distrattamente, lasciando lo spazio perchè accada quel qualcosa di magico sul tuo foglio.

Monica Dengo è stata veramente preziosa nell'offrire spunti, dubbi e certezze in questo piccolo viaggio nelle parole scritte.

Un viaggio particolare che ho vissuto in modo catartico, un modo per ritrovare le parole che perdo per strada, rispolverarle e ridargli un significato. Un modo per trovare nuove parole da scrivere e sentirle vibrare nelle mani mentre le vedi nascere tracciate dalla tua personale linea.

Infine raccogliere tutto il proprio lavoro in un libro, disegnare la copertina, legare le pagine con il filo. E' proprio un invito a non perdersi, a leggersi, rileggersi, e... riscriversi.

(Volevo essere più gioiosa in questo post ma non mi pare di aver raggiunto l'obiettivo. Lo pubblico lo stesso perchè ho voglia di ringraziare Monica per avermi offerto una vista da una bellissima finestra e Roberta per la sua calda ospitalità.)