mercoledì 14 novembre 2012

Riscriversi, con la giusta calligrafia

L'ultimo mio post risale al 18 agosto.

S'intitolava 'Desideri'.

Non so perchè ma la connessione con quello che vivo oggi mi è chiara e netta. Forse è proprio per questo che non c'è stato un nuovo post dopo quello.

I desideri devono rimanere tali, e forse non avverarsi mai. Servono per accendere le giornate e per aprire piccoli spiragli di possibilità nel quotidiano a volte grigio, noioso o troppo pieno, che non si riesce nemmeno a far la pipì.

Così dopo circa 3 anni e mezzo ho dato retta a un desiderio scovato online, una di quelle collisioni ideali tra dentro e fuori che mi vien difficile pensare che avvengano per caso.

Vado a fare un corso di calligrafia... Mi sentivo anche buffa a dirlo. Infatti lo dicevo fra i denti, sibilandolo di qua e di là perchè non si capisse bene, tra la contentezza e l'incredulità. Ecco un nuovo treno su cui salire. Ecco una nuova  passione da esplorare.

Mi sono lasciata trasportare da tanta fiducia e da un treno veloce che mi dava la nausea. Ho preso fiato, tappato il naso, e sono andata giù.

Non potevo proprio mancare ad un incontro con le parole. Io che me le tengo strette, che non le faccio uscire. Che le parole pesano tanto. quelle che si dicono e quelle che si ascoltano. o che ti investono. o quelle che ti ammutoliscono.

C'è un ritmo tra la linea che va giù e quella che va su... un fiato lungo o breve che sia, un piccolo saltello, un pensiero che rimbalza tra una lettera e l'altra. E poi colori, linee, segni che lasciano il segno, e una parola può essere morbida, dura, lenta, veloce, netta, sfumata, sussurrata, urlata ... e poi scompare, mentre nel cuore ti rimane un mantra da ripetere all'infinito, e le mani segnano il foglio e guidano le linee. ad occhi chiusi. chè si vede meglio.

Una strada così, si percorre con un accompagnatrice esperta, una guida che sta lì con te e poi si allontana un attimo, quasi distrattamente, lasciando lo spazio perchè accada quel qualcosa di magico sul tuo foglio.

Monica Dengo è stata veramente preziosa nell'offrire spunti, dubbi e certezze in questo piccolo viaggio nelle parole scritte.

Un viaggio particolare che ho vissuto in modo catartico, un modo per ritrovare le parole che perdo per strada, rispolverarle e ridargli un significato. Un modo per trovare nuove parole da scrivere e sentirle vibrare nelle mani mentre le vedi nascere tracciate dalla tua personale linea.

Infine raccogliere tutto il proprio lavoro in un libro, disegnare la copertina, legare le pagine con il filo. E' proprio un invito a non perdersi, a leggersi, rileggersi, e... riscriversi.

(Volevo essere più gioiosa in questo post ma non mi pare di aver raggiunto l'obiettivo. Lo pubblico lo stesso perchè ho voglia di ringraziare Monica per avermi offerto una vista da una bellissima finestra e Roberta per la sua calda ospitalità.)